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Palazzo Pretorio o delle Aquile

piazza Pretoria


Storia

Era pretore Pietro Speciale quando intorno al 1470 il palazzo fu edificato su una preesistenza trecentesca. Dopo i numerosi ampliamenti e trasformazioni delle età rinascimentale e barocca, che lo rendevano un interessante palinsesto di stili, fu rifatto in modi neoclassici nel 1875 dall'architetto Damiani Almeyda.



Descrizione

Il Palazzo Pretorio, oggi sede del Comune, definisce il lato meridionale della piazza omonima al cui centro è la suggestiva Fontana Pretoria. E' un volume rettangolare compatto, con un cortile al centro. L'architetto Damiani Almeyda, all'esterno, ha rivestito ogni facciata con un uniforme finto bugnato color ocra. Il prospetto principale è forato da quattro ordini di regolari aperture, balconi quelle del piano nobile. Del 1827 sono i pesanti consolidamenti, ritenutisi indispensabili dopo il sisma del 1823, che modificarono soprattutto l'atrio, in cui venne costruito un portico tetrastilo sul lato meridionale e lo scalone, esistente già dal 1596, dal quale venne eliminata la rampa che permettva l'accesso dal prospetto orientale, su cui era la porta con l'iscrizione, ancora esistente, «PAX HUIC DOMUI». Sul portale è l'Aquila marmorea, simbolo della città di Palermo, dello scultore Salvatore Valenti (1880), mentre sul coronamento è una statua di S. Rosalia, patrona della città, di Carlo D'Aprile (1661). Dall'atrio centrale, sopraelevato rispetto al livello della piazza, tramite il maestoso scalone, si passa ai saloni del piano nobile aggiunti dopo il 1553: la Sala rossa, la Sala gialla, la cappella e, soprattutto, la Sala delle Lapidi, cosiddetta per le numerosissime iscrizioni marmoree collocate alle pareti, ove si riunisce il consiglio comunale. Al secondo piano, di carattere meno aulico, sono i vari uffici. Nell'atrio sono degni di nota il portale barocco con colonne tortili, opera di Paolo Amato (1691); i due affreschi di Giuseppe Albina e Giovanni Paolo Fonduli raffiguranti Cristo in Croce e La Vergine Immacolata (1591); nello scalone la statua del Genio di Palermo, opera di Gabriele di Battista e Domenico Gagini (seconda metà del XV secolo).

 

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