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Chiesa S. Giuseppe dei Teatini

Chiesa di S. Giuseppe dei Teatini
corso Vittorio Emanuele

La chiesa di S. Giuseppe rappresenta una delle espressioni più significative del Barocco palermitano. La costruzione venne iniziata nel 1612 e terminata nel 1645 sotto la direzione dell'architetto genovese Giacomo Besio, appartenente all'Ordine dei Teatini.
L'esterno è improntato ad uno stile tardo-rinascimentale di severo aspetto. L'elegante e slanciata cupola venne progettata da Giuseppe Mariani (1724 ca.); il campanile con colonne tortili, attribuito a Paolo Amato, è rimasto incompiuto.
La facciata principale è sul Cassaro; sul portale è la statua raffigurante S. Giuseppe. Un secondo ingresso a fianco riprende l'andamento concavo del cantone di piazza Vigliena cui è addossata la chiesa; nelle due nicchie sono le due statue decorative di S. Gaetano e S. Andrea Avellino. Il prospetto lungo la via Maqueda, dove si apre il portale laterale, è risolto con una ben modulata scansione di lesene, con il coronamento a balaustra e la folla dei lanternini delle navate laterali.
L'interno è suddiviso in tre navate da alte colonne in pietra grigia che, con gli archi a pieno centro, il profondo presbiterio e la grande cupola, esaltano la grandiosa monumentalità dell'edificio. Sulla parete d'ingresso le due acquasantiere rette da angeli in marmo sono di Ignazio Marabitti (1794) e di Filippo Siracusa (a s.).
Accanto, posta su una colonna, è una delicata Madonna gaginesca (sec. XV); in alto fanno pendant i coretti lignei di raffinata ebanisteria.
Tra gli stucchi di Paolo Corso (eseguiti su disegni dell'Amato), gli affreschi della volta della navata centrale, con Storie di S. Gaetano, furono realizzati nel 1693 da Filippo Tancredi; gravemente danneggiati dai bombardamenti dell'ultima guerra sono stati quasi interamente rifatti.
Nei peducci della volta, le figure degli Apostoli sono di Vincenzo Manno; i Dottori della Chiesa, nelle vele del coro, di Antonio Manno (1799 ca.).
Tutte le cappelle della chiesa ricevettero tra la fine del XVII secolo e per tutto il XVIII, una straordinaria decorazione marmorea. La seconda cappella a sinistra, con un ricco apparato a marmi mischi, ha alle pareti laterali Scene della Vita di S. Gaetano (XVIII sec.). Nella quarta cappella il dipinto sull'altare La Vergine e il Beato Tomasi è di Vincenzo Manno (1785). Spettacolare macchina barocca, con quattro poderose colonne in marmo rosso, è l'altare dedicato a S. Gaetano, nel braccio sinistro del transetto, realizzato da Gaspare Guercio (1668 ca.).
La tela con S. Gaetano, di forte impronta riberesca, è di Pietro Novelli (1635 ca.). La cappella di S. Giuseppe, a sinistra dell'abside, ha alle pareti scene con la Sacra Famiglia e il Sogno di Giuseppe dello scultore Filippo Pennino. Gli affreschi raffigurano Episodi della vita del Santo; la scultura lignea sull'altare è seicentesca.
Si devono a Andrea Carreca e Giacinto Calandrucci gli affreschi dell'abside, contornati da esuberanti cornici in stucco di Domenico Castelli.
Nel presbiterio sono tre riquadri marmorei con Putti realizzati da Giacomo Pennino e Lorenzo Marabitti su disegni di Procopio Serpotta (1738 ca.).
L'altare è in pietre dure con decorazioni in bronzo, eseguito su modello di Nicolò Anito (sec. XVIII). Gli affreschi con la Caduta degli Angeli ribelli nella cupola, e i Quattro Evangelisti nei pennacchi, sono del fiammingo Guglielmo Borremans (1724).
A destra dell'abside, è la cappella del Crocifisso. Sul grande reliquiario poggia un Crocifisso seicentesco attribuito a Frate Umile da Petralia, in cui la commossa intensità e gli accenti di linguaggio popolare sono note salienti del gusto controriformato. Alle pareti le due tele raffigurano Cristo alla colonna e Cristo e la Veronica (sec. XVII); gli affreschi sulla volta riprendono altre Scene della Passione. L'altare del braccio destro del transetto ha un S. Andrea Avellino di Sebastiano Conca (1736 ca.). Degli ultimi decenni del ‘700, il bassorilievo con Putti musicanti di Ignazio Marabitti è copia del rilievo del fiammingo Duquesnoy nella chiesa dei SS. Apostoli a Napoli.
Il paliotto marmoreo con l'Apparizione della Vergine è di Federico Siracusa (1800).
La decorazione a marmi mischi della cappella Gravina-Platamone (la quarta a destra) venne realizzata nel 1665 sotto la direzione di Gaspare Guercio. Sull'altare con colonne tortili, è il simulacro della Madonna di Trapani (sec. XVI). Le altre cappelle della navata destra sono in atto in restauro. Il pergamo ligneo, nella navata centrale, è settecentesco.
La sacrestia conserva arredi lignei, dipinti e sofisticati paliotti seicenteschi, alcuni dei quali in corallo realizzati da maestranze trapanesi. La cripta sotterranea, cui si accede dal vestibolo d'ingresso, è la Chiesa della Madonna della Provvidenza.

 

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