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Porta Nuova

corso Vittorio Emanuele

 

Storia

Rappresenta con Porta Felice uno degli estremi del Cassaro. Intorno al 1460 viene aperto a settentrione del Palazzo dei Normanni un varco, denominato Porta dell'Aquila, ma la costruzione della porta si deve al Senato civico che la fa realizzare intorno al 1569, sulla base di un precedente progetto, per celebrare Carlo V e la sua vittoriosa battaglia di Tunisi contro i Turchi del 1535. Nel 1667 viene distrutta dall'esplosione di un deposito di polvere da sparo che vi era contenuto; nel 1669 Gaspare Guercio provvede alla ricostruzione.

 

Descrizione

Gaspare Guercio fece porre a coronamento dell'edificio una copertura piramidale rivestita da piastrelle maiolicate opera del ceramista Onofrio Cosentino (1668). La piramide presenta nella parte centrale una grande aquila ad ali spiegate, emblema della città. Le due facciate della porta sono tra loro diverse, quella rivolta verso la città è più legata a schemi classici, con un telaio di membrature appena accennato con al di sopra, nel secondo ordine, quattro nicchie con busti in marmo rappresentanti Pace, Giustizia, Verità ed Abbondanza. Il fronte rivolto all'esterno attinge molto alla tradizione manierista di fine secolo con un bugnato molto ricco e con i quattro telamoni sulle paraste laterali a rappresentare i Mori fatti prigionieri da Carlo V, a ciò si aggiunge un ricco apparato decorativo fatto da festoni, putti e volute. Recenti studi suggeriscono il nome di Giorgio Di Faccio per il prospetto interno e quello di Giuseppe Giacalone per quello esterno. Al di sopra della porta in entrambi i fronti si trova un loggiato a cinque archi sostenuto da slanciate colonne, che sorregge il cornicione e la bella balaustra in pietra.

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