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Palazzo Sclafani

piazza S. Giovanni Decollato

Storia

Nel 1330 Matteo Sclafani, conte di Adernò e Ciminna, edificò il palazzo per sua residenza, in posizione isolata nel piano del Palazzo Reale.

In seguito alla centralizzazione delle strutture, nel 400 Alfonso V unificò gli ospedali, infatti nel 1435 Palazzo Sclafani subì notevoli trasformazioni per la nuova funzione attribuitagli di Ospedale Grande, che mantenne fino al 1852 quando fu adibito a caserma.

È del secolo XV la realizzazione, per il cortile, del celebre affresco del Trionfo della Morte, poi staccato ed oggi esposto a Palazzo Abatellis (v.). Oggi visitando il palazzo è possibile vedere solo una riproduzione del suddetto quadro.

 

Descrizione

La fabbrica è un bloccato corpo quadrangolare organizzato intorno ad un chiostro centrale la cui unica ala residua, le altre essendo state distrutte dall'ultima guerra, si conserva nelle forme del XVII secolo.

Testimonianza dell'architettura originaria è la facciata meridionale in cui si intrecciano archi acuti bicromi, in pietra lavica e pietra calcarea; negli ultimi restauri la stessa decorazione è stata rinvenuta nella facciata settentrionale, inglobata in costruzioni posteriori.

L'ingresso è segnato da un portale archiacuto dal duplice archivolto, sormontato da un'edicoletta con gli stemmi degli Sclafani, della Sicilia e degli Aragona, e ancora da un'aquila marmorea, opera firmata da Bonaiuto Pisano.

 

Curiosità

Conte di Adernò e signore di Centorbi, Chiusa, Sclafani e Ciminna, Matteo Sclafani risultava titolare di una delle maggiori rendite feudali dell'isola. Nipote ex sorore di Matteo da Termini, il conte avrebbe vantato discendenza da «antica stirpe normanna».

Matteo Sclafani inoltre esercitò un ruolo di primo piano nelle complesse vicende del Vespro: esponente di spicco di quella nota come parzialità latina, lo Sclafani partecipò con la sua comitiva alla difesa di Palermo a fianco di Giovanni Chiaromonte nel1325.

 

Beni annessi

Collegata al palazzo attraverso un cavalcavia è l'Infermeria dei PP. Cappuccini. Edificata nel 1622 come luogo di degenza dei Frati riformati dell'Ordine di S. Francesco, è ora adibita a casa di riposo.

Vi si conservano, tra le poche residue opere d'arte, un affresco staccato del 1695 raffigurante l'Allegoria del Tempo e, nella piccola cappella, una tela con l'Apparizione della Trinità ai SS. Carlo Borromeo e Francesco d'Assisi (inizi XVII sec.) ed un'altra del cappuccino Fra' Felice da Sambuca raffigurante la Messa di S. Lorenzo da Brindisi (fine '700).

bibliografia: Mediterranea. Ricerche Storiche ISSN on line 1828-230X

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