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Case Romane e Piazza Vittoria

 

Storia

Nell'area di piazza della Vittoria, corrispondente in periodo punico e romano alla Paleapolis, sorgevano due case romane messe in luce nel XIX secolo dal Cavallari e dal Salinas.

 

Descrizione

La casa più antica (denominata B), databile al II secolo a.C., presenta un grande peristilio con colonne in calcare, attorno al quale si disponevano gli ambienti di servizio e di rappresentanza. In particolare, il tablinum era decorato da pitture parietali di I stile e da un pavimento in mosaico policromo, ancora in situ, raffigurante la Caccia di Alessandro al cinghiale, di eccezionale qualità artistica, e che riprende un'opera di Filoxenos di Eretria, il maggiore pittore attico della fine del IV secolo a.C.
La scena, su sfondo bianco, è inquadrata da una fascia a festoni di foglie e frutta trattenuti da una benda e con maschere tragiche agli angoli, ed è caratterizzata da un'ardita composizione prospettica che suggerisce, attraverso figure di scorcio e la successione di piani paralleli, l'effetto di profondità.
La casa A, più grande, databile al III secolo d.C., occupava una superficie di circa 1.800 mq ed era decorata da straordinari pavimenti musivi, oggi conservati al Museo archeologico di Palermo.
In un grande salone si trovava il mosaico delle Stagioni definito probabilmente da una cornice con motivo "a tappeto" e ornato da una serie di soggetti entro tondi, mandorle, e cornici ottagonali a lati concavi. Sono busti di divinità, scene, personaggi dionisiaci e mitici, quali gli amori di Zeus, le Stagioni, le Nereidi, caratterizzati da un forte accento espressionistico e che costituiscono un complesso, ma unitario repertorio decorativo legato al mondo dionisiaco e orfico. Recenti ipotesi hanno proposto di identificare la casa quale sede di una confraternita dionisiaca. Altri pavimenti musivi della sala rappresentano Nettuno su quadriga, molto rovinato, Orfeo che ammansisce le belve, inquadrato da un motivo a treccia e da una serie di elementi vegetali stilizzati, e un mosaico a scacchi bianchi e neri lasciato in loco.
La decorazione musiva della casa, in particolare il grande mosaico delle Stagioni, trova significativi confronti con mosaici realizzati in età severiana, III secolo d.C., nell'Africa settentrionale.

 

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